CORMORANO.

Ecco un’interessante riflessione di MONTAGNA liquida su questi uccelli ittiofagi; viene presentata una visione simile a quella da noi proposta ma con delle sfumature e dei risvolti nuovi e molto interessanti.

Seguo personalmente da parecchio tempo e con molto interesse MONTAGNA liquida e devo dire che questa riflessione fa trasparire tutto l’interesse che il team rivolge all’Ambiente. Uno scritto che secondo me accende gli animi, smuove idee ed esperienze, in grado di creare discussione su un tema ultimamente molto dibattuto.

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Mi raccomando, non mancate di guardare i loro splendidi video in cui la tematica ambientale e la pesca restano sempre in primo piano!!!

Buona lettura e buona visione!!!

Potrei sembrare controcorrente o essere frainteso. Ad una lettura superficiale di quello che sto scrivendo potrebbe apparire che io difenda il cormorano, io difendo la natura in generale, perché la natura fa parte della mia vita e delle mie giornate.
Si sente parlare sempre e solo di abbattimenti e piani di contenimento, ma in realtà servono veramente a qualcosa da soli? Il Cormorano, c’è da dire, come prima cosa, che è arrivato con le proprie ali in Italia e di certo non è stato introdotto dall’uomo. Ha solamente ampliato la propria zona di diffusione. Il cormorano è in continuo flusso migratorio quindi per ogni esemplare abbattuto, un altro lo rimpiazzerà. Parliamoci chiaro, i nostri territori non sono poi così tanto estesi e vasti tantomeno le nostre acque, potremmo andare avanti a sparare e uccidere cormorani avendone sempre lo stesso numero sul territorio e potrebbero essere già troppi ora.
Spesso e volentieri vedo pescatori che amano pescare pesci alloctoni (vedi Iridee) ma scagliarsi contro il cormorano, non tendendo presente il fatto che alcune specie di trote sono ben più alloctone e pericolose dello stesso cormorano. Il contenimento del cormorano va assolutamente attuato, ma con i mezzi giusti, i soli abbattimenti servono a poco davvero. È passato qualche tempo da quando ho iniziato a cercare risposte sulle mie domande su questa importante e attuale tematica. Durante una cena, un illustre e sempre aggiornato ittiologo italiano riuscì in poche frasi ad aprirmi un modo nuovo di pensare e di approcciarmi al problema dell’invasione alata nera. Mi parlò molto semplicemente, forse per farmi comprendere meglio le cose, del fatto che se non verrà attuata una politica di salvaguardia dell’ecosistema fluviale a 360 gradi il problema delle specie ittiofaghe diventerà in breve tempo così grave da non poter essere arginato. Oltre a ciò mi confesso che l’abbattimento e allo stesso tempo il contenimento venatorio non sono di sicuro le scelte più efficaci. Mi elencò inoltre tutta una serie di possibili azioni da intraprendere per cercare di arginare il problema cormorano come, per esempio, la salvaguardia delle specie pregiate (Marmorata, Temolo, Salmerino Alpino) tutte autoctone e rustiche da sempre presenti nelle nostre acque e miracolosamente sopravvissute fino ai nostri giorni ( un motivo ci sarà no?) Mi confidò inoltre che la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua potrebbe sicuramente preservare la fauna ittica e contenere la predazione da parte del cormorano, inoltre garantirebbe aree di frega più estese con un maggior ripopolamento naturale. Evitare inoltre l’immissione del cosiddetto pesce pollo o prontapesca ( vero e proprio mangime e pastura per cormorani) dovrebbe essere alla base delle corrette attività di gestione delle varie concessioni e zone di pesca. Non per ultima la tanto discussa vegetazione ripariale, che crea tana e riparo per le specie ittiche e non sta molto simpatica alle specie ittiofaghe. Mi capita spesso, infatti, di pescare su sponde di corsi d’acqua azzerate, rasate a zero da macchine e operai, va bene a fini della sicurezza pubblica in caso di piene ma con criteri più appropriati per garantire una vegetazione vitale per l’ecosistema fluviale.
Ora, ho voluto scrivere solamente un mio personale pensiero e condividere notizie e pareri tecnici che ho raccolto negli ultimi due anni. È solamente una riflessione riguardo a un tema molto delicato e diffuso tra noi pescatori.
Per fortuna girando i fiumi d’Italia ho potuto constatare con enorme piacere che molte associazioni e tratti gestiti, hanno già attuato intelligenti e mirate politiche di salvaguardia e contenimento del fenomeno diffuso “Cormorano” senza limitarsi ai soli abbattimenti.
Vi chiedo ora di contribuire, nei commenti sotto, e portare la vostra esperienza e magari scrivere qualcosa di più tecnico e scientificamente valido rispetto alle mie righe!

Saluti MONTAGNA liquida – #montagnaliquida.