Plecotteri

Un piccolo squilibrio dell’ecosistema fluviale, una novità molto spesso negativa e troppe poche volte positiva per i nostri insettini “abitanti del fondo”, crea una perturbazione tale che porta, nei casi più catastrofici, alla morte in massa di parte degli organismi acquatici presenti in un dato corso d’acqua. Di norma i primi organismi a risentire del mutamento sono quelli più sensibili; sopravvivranno solo quelli più resistenti che, al contrario, prolificheranno per andare a colonizzare gli spazi lasciati liberi dalle specie appena decedute.

Parlando di insetti, Plecotteri, Efemerotteri e Tricotteri, in ordine decrescente, sono i tre ordini più sensibili all’inquinamento ambientale. Questo vuol dire che, se noi andiamo a creare squilibrio in un corso d’acqua, buttando per esempio, alla fine di un picnic, in acqua, il caffè rimasto nel termos, quasi certamente i plecotteri moriranno, così come buona parte degli efemerotteri e solo qualche esemplare di tricottero si salverà. Questo è ovviamente un esempio estremo e non corretto, ma rende bene l’idea! Un corso d’acqua infatti ha una capacità autodepurativa incredibile; ma cosa vuol dire capacità autodepurativa? Vuol dire che un termos di caffè, per quanto possa essere di marca scadente, non andrà a compromettere per sempre la qualità di un corso d’acqua, perchè questo riesce a ripristinarsi dopo l’evento che lo ha compromesso. Se così non fosse, con tutte le schifezze che l’uomo getta quotidianamente nei fiumi (a partire dagli scarichi fognari), beh, non avremmo più mezzo centimetro quadrato di fiume pulito! Ma se noi abusiamo di questa capacità dei nostri fiumi e, giorno dopo giorno, scarichiamo agenti inquinanti in acqua, non sarà più solo quello sfortunato plecottero che si è preso sul capo il caffè bollente e scadente a morire, ma tutta la colonia di Plecotteri! Questa è una perdita che non ci possiamo permettere! Tutti gli insetti di fiume infatti sono organismi importantissimi e non sono secondi ai loro “nemici” pinnuti o alle più quotate giraffe o ai più fotografati leoni della Savana! Non dico questo perché io li studio e ne sono “innamorato” ma perché è così: leggere per credere! Partiamo oggi dai Plecotteri, un ordine interessante, come abbiamo visto, per capire subito se un fiume è veramente pulito.

I Plecotteri sono insetti emimetaboli, cioè a metamorfosi graduale; hanno larve acquatiche abbastanza simili all’adulto, nella forma e nella dimensione e per questo chiamate ninfe, anche se sono prive di ali. Le larve di plecottero, come l’adulto alato, sono munite di due cerci, due sorta di code, che possono anche essere molto lunghe. Sul capo presentano due grandi antenne e soprattutto sul dorso troviamo due pteroteche alari, ovvero gli abbozzi delle ali.

Gli adulti hanno quattro ali membranose, abbastanza dure e ricche di nervature, lunghe e strette.

A riposo le ali vengono tenute sovrapposte sul dorso, intrecciate a forbice; da qui il nome Plecottero, dal greco, ali intrecciate.

Il volo del Plecottero è breve e sfarfallante, si potrebbe quasi definire impacciato; questa è una caratteristica discriminante nei confronti di altri ordini di insetti anche se il riconoscimento visivo dei particolari e l’esperienza dell’osservatore restano le uniche vie per distinguere specie da specie.

Il loro ciclo è più semplice rispetto a Effimere e Tricotteri e prevede una sola forma ninfale e una sola forma alata.

Dopo l’ovodeposizione, una volta cioè cadute sul fondo del corso d’acqua le uova fecondate, nasceranno le prime ninfe che, come nel caso delle Effimere, raggiungeranno la maturità attraverso continue mute cambiando cioè, più volte pelle, in relazione alla crescita del corpo dell’animale. Come abbiamo visto precedentemente infatti, il corpo di questi insetti è protetto da un esoscheletro chitinoso resistente e flessibile, ma poco estensibile e per questo l’insetto ha la necessità di cambiare pelle quando si ingrandisce, facendo la famosa muta.

Raggiunta la maturità, le ninfe, pronte a vivere sulla terraferma e non più in acqua e quindi a diventare adulti con le ali, cercheranno un sasso al quale aggrapparsi per uscire dall’acqua e quindi schiudere dall’involucro ninfale per dare vita all’insetto alato.

Una volta che la metamorfosi sarà completa, l’alato sfarfallerà, ovvero inizierà a volare, si accoppierà e tornerà di nuovo “in acqua” per ovodeporre, facendo ricominciare il ciclo e dando vita alla sua prole. Un Plecottero può effettuare più cicli riproduttivi prima di morire a differenza dell’effimera che, una volta riprodottasi, muore. Ne riparleremo in seguito!

I Plecotteri possono raggiugere anche dimensioni ragguardevoli, rispetto ai nostri canoni di insetti, fino oltre cioè i 4 cm di lunghezza!

Plecottero adulto – https://www.naturamediterraneo.com/Public/data9/elleelle/plecottero%201.JPG_20151280126_plecottero%201.JPG

Bene, dopo aver letto questa pillola sui Plecotteri, che ne pensate? Non sono animali straordinari nella loro semplicità?

Dott. Fabio Romanello