Tricotteri

Secondo la triade Plecotteri-Efemerotteri-Tricotteri, quest’ultimi sono gli insetti meno sensibili dei tre all’inquinamento ma, in generale, questi tre ordini sono i più sensibili all’inquinamento dell’ambiente acqua nel mondo degli Insetti.

Le larve di tricottero possono essere di due tipi differenti:

  1. Campodeiformi, larve generalmente predatrici senza astucci protettivi; queste sono simili a quelle di Efemerotteri e Plecotteri e si rifugiano tra gli anfratti dei substrati creando delle vere e proprie ragnatele setose con cui catturano gli organismi di cui si cibano.

  2. Eruciformi, che costruiscono cioè astucci e si nutrono solitamente di vegetali, sono noti in gergo comune come “portalegna” o “portasassi” a seconda di cosa “trasportano”. Gli astucci sono costruiti cementando intorno al loro corpo, attraverso una secrezione sericea adesiva (una sorta di saliva), granelli di sabbia, pietre o frammenti vegetali.

Larva di Tricottero

I tricotteri sono insetti olometaboli, ossia a metamorfosi completa e questo li caratterizza in maniera particolare; la metamorfosi infatti è radicale! L’adulto si forma, sì, alla fine della vita larvale, ma solo dopo che la larva ha passato un po’ di tempo in uno stato chiamato di pupa. In questo periodo l’insetto è quiescente, non si alimenta ed è immobile.

Lo stadio adulto del tricottero presenta due paia di ali ricoperte da sottilissimi peli, da cui prende il nome di Tricottero: dal greco trikho “pelo” e pterón “ala”.

Dopo varie mute le larve di Tricottero si impupano, formando la pupa e compiono la metamorfosi all’interno dell’astuccio pupale nel quale si sono rinchiuse. Mentre le specie con astuccio fanno tutto all’interno di esso, le specie di larve prive di astuccio compiono la metamorfosi in un bozzolo sericeo (un bozzolo fatto sempre con questa sostanza tipo saliva).

Al momento dello sfarfallamento i Tricotteri, ora non più larve ma con forma adulta, fuoriescono dall’exuvia pupale e, raggiunta la superficie dell’acqua, o si lasciano trasportare dalla corrente o si aggrappano ad un corpo emerso, compiendo l’ultima muta.

A questo punto “l’alato” sfarfallerà, si accoppierà e andrà di nuovo in acqua ad ovodeporre, facendo ricominciare il ciclo.

I Tricotteri, come i Plecotteri riescono ad effettuare più cicli riproduttivi prima di morire.

Adulto di Tricottero aggrappato ad una roccia

Dott. Fabio Romanello